Come ogni estate tenterò di smaltire l’arretrato di letture, e inoltre cercherò anche di aggiungere qualche nuovo titolo…
In realtà l’arretrato si riduce a un solo titolo, il primo della lista, mentre le altre sono tutte new entry ordinate via mail poco fa al mio libraio Mondadori del paese, venerdì mattina, primo giorno delle mie ferie, andrò a ritirarli…
Parliamo, nell’ordine, di:
Mani sporche
di Gianni Barbacetto, Peter Gomez, Marco Travaglio
Formato: libro
Pagine: 914
Editore: Chiarelettere
Anno di pubblicazione: 2007
Codice EAN: 9788861900028
Perchè mi va di saperne un po’ di più su un pezzo importante di storia italiana
Un cappello pieno di ciliege
di Oriana Fallaci
Formato: rilegato
Pagine: 859
Editore: Rizzoli
Anno di pubblicazione: 2008
Codice EAN: 9788817027816
Perchè è l’ultimo romanzo di una grande donna, una donna che ha avuto idee totalmente opposte alle mie, ma comunque una grande donna e una grande scrittrice
L’Italia dei colpi di stato
di Gianni Flamini
Formato: Brossura
Pagine: 253
Editore: Newton Compton
Anno di pubblicazione: 2007
Codice EAN: 9788854109681
Perchè lo consiglia un blog che leggo quotidianamente, e perchè l’argomento mi è sempre interessato
La solitudine dei numeri primi
di Paolo Giordano
Formato: Rilegato
Pagine: 304
Editore: Mondadori
Anno di pubblicazione: 2008
Codice EAN: 9788804577027
Per vedere se davvero questa mente scientifica scrive cosi bene
Il contagio
di Walter Siti
Formato: Rilegato
Pagine: 339
Editore: Mondadori
Anno di pubblicazione: 2008
Codice EAN: 9788804579502
Perchè dicono che questo libro faccia capire molto di una realtà che ci è fin troppo vicina
Il bavaglio
di Peter Gomez, Marco Lillo, Marco Travaglio
Formato: Brossura
Pagine: 238
Editore: Chiarelettere
Anno di pubblicazione: 2008
Codice EAN: 9788861900622
Perchè credo che essere informati sia un diritto fondamentale, e sento che forse non mi è garantito
Tags: libri
A me non piace fare di tutta l’erba un fascio, e nemmeno mi piace sputare sentenze, quindi diciamocelo: io con TicketOne mi sono quasi sempre trovata male, e credo anche di non essere l’unica, ma ci saranno sicuramente persone con esperienze diverse, quindi lancio questo appello: nei commenti a questo post perchè non mi raccontate le vostre esperienze con il sito? Siete riusciti ad acquistare i biglietti che volevate senza problemi? O ne avete avuti anche voi, e quali?
Cosi, per confrontarci, per capire meglio. A me piace andare ad eventi live, che siano concerti, spettacoli di vario genere, per cui con TicketOne devo conviverci, e mi piacerebbe davvero condividere con chi ne fa uso le nostre esperienze e capire se sono io che sono sfigata
oppure no.
Scrivete!!!
Foto | tabba76, Flickr
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Scrive Luca Sofri sul caso Del Turco, riprendendo testualmente una parte dell’ordinanza del Gip letta su Repubblica:
… Roba da far rizzare i capelli, e non parlo dell’uso dell’italiano, perso ormai alla professione giudiziaria da tempo. Parlo della pretesa - non inedita nella storia processuale italiana - che l’assenza di prove si legittimi col fatto che sarebbe difficile trovarle. Leggetela con la calma necessaria a capire e vedrete che c’è scritto questo: è vero che non ci sono prove, ma stiamo parlando di casi in cui è difficile trovarle, e quindi l’accusa non ne ha bisogno.
Ora, io condivido, nel senso che l’ho riletta la parte, e dice proprio quello.
Ora, il centro destra trova urgenza e concenso nell’approvare i suoi anticostituzionali e antidemocratici provvedimenti sulla giustizia grazie ai problemi giudiziari del Premier Silvio Berlusconi (parentesi: il quale tra le promesse elettorali, visto come l’ha annunciato, aveva messo anche l’acquisto di Ronaldinho), non è che il caso Del Turco debba servire per far sentire l’urgenza anche alla sinistra?
Tags: politicando
La legge razziale è un provvedimento attraverso il quale si punisce in maniera specifica una persona a causa della sua origine, della sua razza, o per esteso per ogni qualsiasi motivo che esula dal reato eventualmente commesso e punito, ma quindi per motivi discriminatori.
In Italia le conosciamo bene, sono passati 70 anni da quando le promulgammo per seguire l’esempio nazista.
Prima era la difesa della razza la priorità, nello specifico da noi più che altro contro gli ebrei.
Ora, una cosa, non la chiamo nemmeno legge, che si chiama "aggravante di clandestinità" per immigrati, può almeno far venire il dubbio che sia una cosa discriminante?
Voglio dire, io italiana di nascita entro in casa tua di notte, ti picchio, picchio tua moglie e lego i tuoi figli, e ti ripulisco casa, da cima a fondo. Ora, non ricordo la pena prevista per questo reato, ma io prendo X anni di galera.
Un immigrato clandestino entra in casa tua di notte, ti picchia, picchia tua moglie e lega i tuoi figli, e ti ripulisce casa, da cima a fondo. Ora, io italiana ho preso X anni, lui ne prenderà X+n, dove n anni li prende non perchè ti ha fatto più male di me quando ti ha picchiato, ma li prende solo ed esclusivamente perchè è un immigrato, non è italiano ed è clandestino.
L’onorevole Santelli dice è esagerato, durante il dibattito, il tono apocalittico che l’opposizione usa nel descrivere questa norma. Apocalittico onorevole forse no, però il beneficio del dubbio, che non sia questo il modo di risolvere i problemi di sicurezza di questo paese, e che un minimo di analogia tra questa norma e la definizione di legge razziale ci sia…
Partiamo dal presupposto che la propaganda della maggioranza su questo punto è imbarazzante: prima c’era il reato di clandestinità, lo ricordate? Bene, si è dovuti passare all’aggravante, perchè il reato, Berlusconi docet, sarebbe diventato solo una norma inapplicabile…
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Ci sono argomenti sui quali non si può avere un’opinione, cosi, su die piedi. Forse ci sono persone che non avranno mai le idee chiare, nemmeno dopo anni di elucubrazioni.
Ci sono cose che meriterebbero rispetto, ad esempio il dolore, e la morte.
Parliamo di Eluana Englaro come se la sua non-vita fosse un argomento sul quale si può, è proprio il caso di dirlo, pontificare. Eluana è di Lecco, dalle mie parti, aveva 20 anni quando nel gennaio del 1992 ha avuto un incidente stradale, terribile. Da quel momento non si è più svegliata, ora ha 37 anni e, spiegatelo, a mons. Fisichella, non è in coma, è in stato vegetativo permanente, è diverso. Eluana era, si capisce dalla sentenza, una ragazza che amava terribilmente la vita, era dinamica, era e voleva essere indipentente, e lo disse, parlando come facciamo ora noi, di un caso simile al suo: meglio morire, che vivere in quello stato. Stiamo qui a discutere e a far subire, oltre che a Eluana a suo padre, un’odissea dolorosa e sfiancante da 16 anni perchè la nostra Repubblica non sa essere laica come la sua Costituzione (tanto va di moda calpestarla ultimamente) prescrive, e il Vaticano la legge sul testamento biologico non la vuole. Quindi Eluana non ha potuto scrivere e mettere nero su bianco la sua volontà, e nessuno di noi può farlo. E quello che è successo a Eluana, un incidente, può capitare a chiunque.
La sua corteccia celebrale è necrotizzata, dicono i medici, ma respira autonomamente.
L’ignoranza spinge a dire che la questione è solo nel sondino che alimenta Eluana: non è cosi. Eluana sta sdraiata in un letto da 16 anni, prende farmaci per evitare crisi epilettiche, per evitare che il suo corpo si riempa di piaghe, per evitare che si formino emboli, ad esempio.
Ci fermiamo sull’alimentazione perchè per mettere fine alle sofferenze di Eluana e della sua famiglia serve interrompere questa alimentazione.
C’è un trattamento terapeutico che va ben oltre l’alimentazione, ed Eluana ha tutto il diritto di mettere fine a questa sofferenza, di smettere di prendere farmaci, perchè purtroppo non c’è più nulla da fare.
Accade quotidianamente negli ospedali.
Quante volte i medici con il volto affranto vanno dai familiari di un paziente a dire che loro hanno fatto il possibile, ma proprio non c’è nulla da fare, la fine è scritta, ora non resta che attendere… Al massimo continuano a dare antidolorifici, ma niente di più. Come si chiama questo?
Il coma è vita, dicono dal Vaticano. Una forma di vita da rispettare. Qualcuno dice cose che non riesco a condividere, augurando di provare la stessa esperienza a mons. Fisichella.
Io credo solo che chi si prende il diritto di dare la verità assoluta, non ha capito nulla. Per gente per la quale la morte DOVREBBE avere un valore infinito, paragonabile a quello della vita stessa, non capire che per Eluana non si sta chiedendo l’eutanasia, ma soltanto la fine di un accanimento terapeutico fine a se stesso… Questo è terribile, è orribile, ed è profondamente ingiusto.
Eluana ha il diritto di concludere la sua esistenza perchè è quello che voleva, se fosse stato necessario, in queste condizioni. Un tribunale ha stabilito che la sua volontà è chiara e senza dubbi, i medici dicono che non c’è più nulla da fare, che lo stato vegetativo è irreversibile, che non risponde ad alcun tipo di stimolo, purtroppo. Il Vaticano può dire la sua, i cattolici ormai lo sanno, come la pensate, BASTA.
Cercate di avere almeno rispetto per gli esseri umani, Eluana è un essere umano in una condizione di vita che fa terrore solo a immaginarla, lasciamola accanto alla sua famiglia, senza clamore, e senza mettere in continuazione questo mattone, questo senso di colpa, sulle spalle di chi ama la propria figlia, e proprio per questo conduce una battaglia dolorosa da 16 anni. Diamo a quel padre, dignitosissimo e da rispettare sopra ogni altra cosa per il modo in cui sta gestendo tutto questo, la possibilità di elaborare un lutto, che è li in attesa, in un’agonia di 16 anni che non è tollerabile, che è tortura.
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