Il 17 luglio scorso, non dimentichiamolo, 198 persone sono morte all’aeroporto Congonhas di San Paolo in Brasile in un incidente aereo che, per quanto ancora non chiaro, moltissimi definiscono evitabile.
In Brasile ancora non è stata fatta luce sul disastro, uno dei peggiori che si possa ricordare nel paese, e le colpe rimbalzano tra chi amministra i servizi dell’aeroporto, a un presunto errore umano, e tra i partiti politici pro e contro il presidente Lula.
Quello che è assurdo è che Lula sia apparso in tv a parlare di questo disastro solo tre giorni dopo, preceduto da un video di condoglianze del presidente argentino arrivato immediatamente.
Quello che fa pensare è che ancora non si sa nulla dalla scatola nera, che è stata mandata negli Stati Uniti per decodificarne le informazioni.
Quello che si pensa è che le cattive condizioni metereologiche (pioveva), insieme a condizioni non ottimali dell’asfalto abbiano impedito al mezzo di frenare correttamente.
C’è anche chi pensa che ci fosse un problema meccanico all’aereo.
Sta di fatto che ancora non sta succedendo nulla; se è chiaro che l’aeroporto Congonhas di San Paolo non era adatto ed era tenuto in condizioni non ottimali, dopo 198 morti non si capisce come ancora le teste non siano saltate.