Quando un ragazzo di 28 anni muore è sempre una tragedia, sempre.
A quell’età non si muore, la morte è assurda sempre, sia per malattia, per incidente, per errore, o per suicidio, a 28 anni si deve vivere, e tutto ciò che va in direzione contraria è assurdo, nella sua mostruosa semplicità.
Ora, che un ragazzo che muore sia anche tifoso capita ogni giorno, meno spesso, per fortuna, capita che ad ucciderlo sia un proiettile vagante mentre sta andando a vedere una partita.
Che a un poliziotto esperto parta accidentalmente un colpo da 60 metri di distanza è assurdo, e difficilmente credo che a questo verrà data una spiegazione diversa dal tragico errore, che non è una spiegazione e non basta, a me non convince e non convincerà la famiglia del ragazzo.
Secondo me il mondo del calcio non c’entra, è solo una scusa per dare qualche alibi e attenuante al poliziotto: credo sia solo questo, ovviamente un giudizio come questo, emesso il giorno dopo, è opinabile in ogni parte, spero di essere smentita.
Inoltre mi pare assurda la reazione dei tifosi, anzi, non so come chiamarli, che cercano secondo me solo scuse, e le hanno trovate in una morte assurda e sbagliata, per trovare lo scontro con le forze dell’ordine. Mi fa orrore, in quello che sentivo nelle cronache ieri sera, che la polizia cerchi solo di limitare i danni, perché lo scontro diretto sarebbe peggiore: secondo me lasciare che questi facciano e disfino a loro piacimento perché sennò il danno è maggiore… Bhè, non è una buona tattica.