Succede che un boss mafioso, Rosario Gambino, è in America e ha scontato 22 anni di carcere, ma l’Italia ne chiede l’estradizione. Il suo avvocato è uno furbo, prende un ex agente Fbi e gli fa testimoniare che in Italia si applicherebbe al detenuto il c.d. regime del 41-bis: è tortura sostengono, l’estradizione non viene concessa. Un Nobel per la pace dice che è vero, condivide queste preoccupazioni… Si chiama Cherif Bassiouni ed è stato premiato con il Nobel per la Pace nel 1999.
Allora, premettiamo alcune cose che già nel suo articolo sul corriere Guido Olimpio schematizza:
- Guantanamo;
- Supermax;
- pena di morte.
Ora, a chi vogliono parlare di tortura gli americani?
Vogliamo anche ricordare che per il loro intervento, diretto o indiretto, in moltissimi dei paesi satelliti degli Usa il tasso di applicazione di torture ai detenuti è salito vertiginosamente?
A Guantanamo si applicano pressioni fisiche, cosi le chiamano, autorizzate dall’amministrazione Bush.
I Supermax sono prigioni di altissima sicurezza, dove i detenuti vengono trattati nel seguente modo (c’è anche un documentario Cbs molto interessante):
- isolamento totale;
- nessuna attività lavorativa o di svago, solo se ti comporti bene ti permettono di fare esercizio fisico sempre in isolamento, in piccoli spazi;
- mangiano tramire le “food ports”;
- vivono sotto stretta sorveglianza, con telecamere a circuito chiuso;
- spesso le celle non hanno nemmeno le finestre (o se le hanno sono opache e non si vede fuori) e le stanze sono insonorizzate;
- possono ricevere lettere solo da mittenti autorizzati e hanno a disposizione una sola telefonata controllata di 15 minuti al mese.
Per dire qualcosa…
Applicano la pena di morte, e non serve commentare credo, chi applica la pena di morte dovrebbe quantomeno astenersi dall’impartire lezioni di democrazia agli altri…
Detto questo, vediamo quanto è terribile il nostro 41-bis.
Prevede norme a mio parere meno restrittive dei Supermax, fatevi un’idea e ditemi cosa ne pensate.
Come se non bastasse gli americani ci prendono in giro anche in altro modo (per poi venire a pretendere Vicenza per aprirci una base)…
Sicuramente ricordate la morte dell’agente Calipari durante il tragitto che lo portava insieme all’ostaggio appena liberato Giuliana Sgrena all’aeroporto di Baghdad.
Gli americani hanno confermato il non luogo a procedere, continuando a sostenere la carenza di giurisdizione dell’Italia a processare l’ex soldato per l’omicidio del 2005…
Insomma, quest’alleanza con gli americani mi sembra totalmente unilaterale, e mi sembra che non si tratti più di alleanza, credo che gli ultimi fatti stiano assolutamente cambiando il nostro stato da “alleato” a “satellite”…