Solo oggi si torna a parlare di referendum elettorale.
Purtroppo si fa senza cognizione di causa, perchè la sentenza della Corte Costituzionale che l’ha dichiarato ammissibile l’hanno letta in 3, forse.
Il referendum non si può dimenticare (e c’è addirittura chi vocifera che lo stesso possa rappresentare il prossimo passo al posto delle elezioni anticipate se la missione di Marini fallisse).
Se al referendum ci fosse il quorum e vincesse il SI? Primo paradosso.
La legge secondo i cittadini italiani va cambiata. Ora, avrebbe legittimità un governo eletto con una legge che gli italiani non vogliono cosi com’è? La mia risposta è NO.
I paradossi non finiscono qui però.
La sentenza della Corte Costituzionale che da il via libera al referendum andrebbe letta, perchè altrimenti non si possono capire molte cose.
Rendiamoci conto che alcune parti politiche in questi giorni ragionano solo in base a interessi personali.
Non voglio (come qualcuno può pensare in questi giorni leggendo il blog) fare campagna elettorale, non me ne frega niente.
Anche perchè io so cosa votare, e di convincere gli altri a pensarla come me a suon di propaganda non ho alcuna voglia.
Ho delle idee, e mi piace scriverle qui, cosi magari qualcuno che passa mi spiega perchè la pensa diversamente, argomentiamo, e ne nasce un bel dibattito costruttivo, tutto qui.
Dicevo, la sentenza…
Leggiamone alcune parti.
…Infine, i presunti elementi di contrasto con la Costituzione, «se riscontrabili», sarebbero «già tutti contenuti nella legge vigente» e dunque non deriverebbero dall’eventuale approvazione del quesito referendario. Al riguardo, i presentatori ricordano che, nella legislazione vigente, la formazione di coalizioni è soltanto eventuale, per cui ben potrebbe una singola lista ottenere il premio di maggioranza, e il detto premio può essere attribuito anche «a coalizioni di liste (oltre che a liste) minoritarie (con il limite del 10% alla Camera dei deputati)».
Del resto, l’assenza di una soglia minima per l’assegnazione del premio di maggioranza – che renderebbe, secondo talune prospettazioni, inammissibile il quesito, in quanto potenzialmente foriero di una eccessiva sovra-rappresentazione della lista di maggioranza relativa – è carenza riscontrabile già nella normativa vigente che, giova ricordare, non impone le coalizioni, ma le rende solo possibili. L’abrogazione richiesta dal quesito referendario avrebbe, per esplicita ammissione dei sostenitori dell’inammissibilità, solo l’effetto di rendere più probabile l’attribuzione dei 340 seggi ad una lista con un numero di voti relativamente esiguo. Anche una coalizione di piccoli partiti potrebbe, ad esempio, superare con minimo scarto liste singole corrispondenti a partiti più consistenti non coalizzati ed accedere in tal modo, con una bassa percentuale di voti, al premio di maggioranza.
… L’impossibilità di dare, in questa sede, un giudizio anticipato di legittimità costituzionale non esime tuttavia questa Corte dal dovere di segnalare al Parlamento l’esigenza di considerare con attenzione gli aspetti problematici di una legislazione che non subordina l’attribuzione del premio di maggioranza al raggiungimento di una soglia minima di voti e/o di seggi.…
Riepiloghiamo.
Il referendum chiede alcune modifiche alla legge elettorale.
La prima: premio di maggioranza non più alle coalizioni, ma alla singola lista che ha ottenuto il maggior numero di seggi (senza vincoli).
La seconda: soglie di sbarramento al 4% per la Camera e all’8% al Senato.
Terza: abrogazione della possibilità di candidature multiple alla Camera e al Senato (mi candido per entrambi, se vengo eletto in entrambi posso scegliere e nella posizione che lascio vacante va quello che è arrivato secondo).
Cosa ci dice la Corte, sulla vigente legge elettorale e su quella risultante da una possibile vittoria del SI al referendum.
Dice che il referendum viene accettato perchè la risultante legge elettorale non presenterebbe problemi di presunta incostituzionalità superiori a quella vigente.
Perchè quella vigente pone dubbi sulla sua costituzionalità, o almeno sulla sua ragionevolezza?
Perchè prevede un premio di maggioranza non legato a una soglia minima di maggioranza.
La risultante dal referendum avrebbe lo stesso problema, solo che invece di dare il premio di maggioranza a una coalizione lo da a una sola lista, quindi, se possibile, è anche peggio.
Ora, tutto ciò è razionale?
Io questo mi chiedo, non parlo da elettore di destra o di sinistra, mi pare che in questo momento storico l’Italia abbia bisogno di obiettività.
E ‘ ragionevole votare con una legge elettorale che ha quel problema?
E’ ragionevole andare a votare un referendum che riproporrebbe lo stesso identico problema?
Quando la politica la smetterà di ragionare con l’unico criterio del mantenimento del potere, e inizierà a capire che gli italiani non sono stupidi, e questi problemi se li pongono?
Perchè non si può fare insieme una nuova legge elettorale, seria, che risolva questi problemi?
Perchè se passa un mese in più la Casa delle Libertà non è più sicura di vincere le elezioni.
Io non so commentare questo tipo di scelta politica, mi sembra folle, mi sembra stupida, e mi sembra volta solo a soddisfare il desiderio di alcuni di tornare al potere.