La legge razziale è un provvedimento attraverso il quale si punisce in maniera specifica una persona a causa della sua origine, della sua razza, o per esteso per ogni qualsiasi motivo che esula dal reato eventualmente commesso e punito, ma quindi per motivi discriminatori.
In Italia le conosciamo bene, sono passati 70 anni da quando le promulgammo per seguire l’esempio nazista.
Prima era la difesa della razza la priorità, nello specifico da noi più che altro contro gli ebrei.
Ora, una cosa, non la chiamo nemmeno legge, che si chiama "aggravante di clandestinità" per immigrati, può almeno far venire il dubbio che sia una cosa discriminante?
Voglio dire, io italiana di nascita entro in casa tua di notte, ti picchio, picchio tua moglie e lego i tuoi figli, e ti ripulisco casa, da cima a fondo. Ora, non ricordo la pena prevista per questo reato, ma io prendo X anni di galera.
Un immigrato clandestino entra in casa tua di notte, ti picchia, picchia tua moglie e lega i tuoi figli, e ti ripulisce casa, da cima a fondo. Ora, io italiana ho preso X anni, lui ne prenderà X+n, dove n anni li prende non perchè ti ha fatto più male di me quando ti ha picchiato, ma li prende solo ed esclusivamente perchè è un immigrato, non è italiano ed è clandestino.
L’onorevole Santelli dice è esagerato, durante il dibattito, il tono apocalittico che l’opposizione usa nel descrivere questa norma. Apocalittico onorevole forse no, però il beneficio del dubbio, che non sia questo il modo di risolvere i problemi di sicurezza di questo paese, e che un minimo di analogia tra questa norma e la definizione di legge razziale ci sia…
Partiamo dal presupposto che la propaganda della maggioranza su questo punto è imbarazzante: prima c’era il reato di clandestinità, lo ricordate? Bene, si è dovuti passare all’aggravante, perchè il reato, Berlusconi docet, sarebbe diventato solo una norma inapplicabile…