Come anticipato la lettura è uno dei modi per dimenticare che durante queste vacanze non lascerò casa, in previsione di spese future, e ho iniziato con due libri decisamente diversi, e vorrei parlare del primo, il must dell’estate, letto in un solo pomeriggio, venerdì, e si tratta de La solitudine dei numeri primi, di Paolo Giordano.
Un romanzo, una storia particolare, animata da personaggi non convenzionali, e piacevole nella lettura anche grazie alla mente scientifica che l’ha composto. Nonostante il libro sia composto di capitoli che trattano quasi a compartimenti stagni le varie questioni, in ordine cronologico, non si perde mai il filo.
Personalmente ho fatto fatica a staccarmi dalla storia, volevo davvero conoscerne "la fine", poi una reale fine non c’è, però volevo arrivare fino in fondo. I personaggi non sono i classici giovani di cui ultimamente si è fin troppo trattato sugli scaffali delle librerie, sono personaggi complessi, sono "strani", hanno problemi con se stessi e con il mondo, hanno traumi che condizionano la loro vita anche in maniera evidente. Si capiscono, e sono proprio come quei numeri primi gemelli che danno il titolo al romanzo, ed è proprio questo, nella loro assoluta "anormalità", ad avermi avvicinata alle loro vicende, le storie di questo ragazzo e questa ragazza che paiono comprendersi e migliorarsi solo se stanno insieme.
Prima opera dell’autore, spero ce ne saranno delle successive, lo consiglio a tutti.
Iniziamo a dare i voti, facciamo che ci sono 3 stellette da dare nella valutazione ovviamente da peggiore (1 stella) a migliore (3).
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